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IL TERRITORIO
Selargius



Ogni anno, la seconda domenica di settembre, si celebra Sa Coia Antiga, l’antico sposalizio Selargino. È un lungo e suggestivo rituale, al quale partecipa l’intera comunità. Comincia all’alba nelle case natie dei fidanzati, con la vestizione dei promessi sposi, e prosegue con due cortei che, accompagnati dai riti propiziatori tradizionali, conducono gli sposi all’incontro sul sagrato della parrocchiale dell’assunta, dove viene celebrato il matrimonio in lingua sarda.
Al termine della cerimonia gli sposi si legano con “sa cadena de sa coia”, la catena nuziale, tradizionale simbolo del vincolo del matrimonio. Gli sposi si recano poi presso la chiesa di san Giuliano; qui scrivono su una pergamena un messaggio indirizzato ai futuri figli, e lo affidano alla confraternita del rosario, che 25 anni più tardi lo consegnerà primogenito della coppia.
Alla dimensione tradizionale si è aggiunta negli ultimi anni anche quella dell’apertura e dell’ospitalità, con la partecipazione al rituale di una coppia proveniente da un paese straniero, in genere accompagnata da gruppi artistici tradizionali del paese di provenienza.
Testimonianze di insediamenti umani nel territorio di Selargius ci portano a risalire fino alla fine del quarto millennio a.c.
Sono i villaggi prenuragici di Su Coddu e di Matt’e Masonis, e quello di Staineddu, sorto a metà del terzo millennio a.c. in periodo nuragico, tra il XiV e il X secolo a.c., troviamo insediamenti abitativi anche nei siti di San Giovanni, Santa Rosa, Bi’ ‘e Palma.
i siti prenuragici e nuragici sono abitati anche in epoca punica, dalla metà del Vi secolo a.c., mentre dalla seconda metà del III secolo a.c. la Sardegna passa sotto il dominio dei romani.
Tra le testimonianze della loro presenza a Selargius, il sarcofago ospitato presso la chiesa di San Lussorio, e alcuni capitelli e colonne della chiesa di San Giuliano, recuperati da un edificio di epoca Romana. al periodo Medioevale risalgono le chiese romaniche di San Lussorio, del XII secolo, e di San Giuliano, costruita tra il XII e il XiII secolo. All’incrocio tra le strade provenienti da Quartu e da Monserrato si trova Sa Cruxi ‘e Marmuri, croce giurisdizionale Gotico- Catalana del XV secolo, mentre nell’attuale Via Roma si trova il cosiddetto Carcere Aragonese, già residenza dei marchesi di Quirra, Nella prima metà del seicento viene costruita la chiesa della Beata Vergine Assunta, la cui veste esterna risale alla seconda metà dell’ottocento, mentre la decorazione pittorica interna viene completata intorno al 1927. La parrocchiale dell’Assunta ospita un ricco repertorio di opere d’arte e di alto artigianato realizzate tra i primi del seicento e il XVIII secolo: campane, altari marmorei e lignei, il pulpito e il fonte battesimale, arredi, dipinti. dell’architettura civile settecentesca .
















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